Gruppo di ricerca di Idrogeologia (GI)

CNR - Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica

Mese: novembre 2015

PUBBLICA SELEZIONE PER IL CONFERIMENTO DI N. 1 BORSA DI STUDIO PER LAUREATI PER RICERCHE NEL CAMPO DELL’AREA SCIENTIFICA “SCIENZE DELLA TERRA” NELL’AMBITO DEL PROGETTO “RITMARE”

    È indetta una pubblica selezione per titoli, eventualmente integrata da colloquio, per il conferimento di n.1 borsa di studio per laureati, per ricerche inerenti l’Area scientifica “Scienze della Terra” da usufruirsi presso l’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR di Bari, nell’ambito del Progetto Bandiera Ritmare.

    Scarica il bando completo in versione pdf:  Bando IRPI_BA

    Antropizzazione, causa prima dei disastri naturali

      Con il sopraggiungere dell’autunno, l’arrivo delle prime piogge è sempre stato considerato una salvezza per i terreni assetati e i torrenti prosciugati. Tuttavia ora con l’estesa urbanizzazione, l’impermeabilizzazione e il consumo di suolo, questi eventi atmosferici rischiano di diventare un pericolo. Per capire il perché, abbiamo chiesto chiarimenti a Maurizio Polemio, dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi) del Cnr, che di recente ha pubblicato i risultati di uno studio, che fonde l’analisi spaziale con quella temporale e in cui si confronta il trend degli eventi catastrofici idrogeologici con le modificazioni climatiche e l’antropizzazione, con particolare riferimento alla Calabria e alla Puglia. “Sono stati utilizzati dati raccolti a partire dal XIX secolo fino ai giorni nostri, considerando il numero di frane e di piene catastrofiche, la piovosità di diversa durata, la temperatura atmosferica, il numero di giorni piovosi e le modificazioni dell’uso del suolo, soprattutto l’estensione delle aree disboscate e urbanizzate”, spiega Polemio.

       

      Il testo integrale dell’articolo è disponibile sull’Almanacco della Scienza, mensile a cura dell’Ufficio stampa del CNR,  al seguente link:

      Testo articolo Almanacco della Scienza n. 11 del 18 novembre 2015

      Quanto è dolce… questo Mar Piccolo

        Per la prima volta quantificato l’efflusso di acque sotterranee nel Mar Piccolo, grazie al progetto Ritmare coordinato dal Cnr. La salinità media è inferiore a quella del vicino mare esterno, in conseguenza del contributo di acque continentali dolci. Lo studio pubblicato su Environmental Science and Pollution Research a cura del Gruppo di Idrogeologia del CNR IRPI UOS di Bari.

         

        Leggi il testo integrale del Comunicato stampa n. 95/2015 dell’Ufficio Stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche del 29 ottobre 2015

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